Il principale settore bellico dell'Italia correva lungo le Alpi orientali per una lunghezza di 655 chilometri, dal Passo dello Stelvio a ovest fino alla foce dell'Isonzo a est. Il tema delle condizioni che dovettero affrontare le popolazioni soggette alla provvisoria amministrazione nemica è stato a lungo un tema trascurato dalla storiografia italiana, messo in secondo piano a confronto della situazione militare. Dopo un lungo periodo di stasi e riorganizzazione, il 15 giugno 1918 i reparti austro-ungarici tentarono un'offensiva risolutiva attaccando sia a ovest il massiccio del monte Grappa che al centro la linea italiana sul Piave, dando avvio alla battaglia del Solstizio: le truppe italiane ressero all'urto, e per il 22 giugno l'azione si concluse con la ritirata delle forze austro-ungariche[81]. Non è facile però ricostruire le cifre della complessa fenomenologia di protesta e di dissociazione alla guerra in seno alle forze armate. Kriegsmarine effettuò soprattutto azioni di disturbo tramite sommergibili e naviglio leggero, avvalendosi di U-Boot forniti dall'alleato tedesco sin dall'agosto 1914, i quali operarono con base nel porto di Pola sotto bandiera austro-ungarica. In definitiva si può dire con buona certezza che i soldati non capivano le ragioni della guerra, ma ciò non vuol dire che non avessero altre motivazioni per combattere che non furono la repressione, o l'adesione ai valori ufficiali o alla paura della fucilazione. Le operazioni non videro una netta prevalenza di uno dei contendenti ed ebbero fine con l'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti il 4 novembre 1918, giorno in cui la Regia Marina completò o mise in atto una serie di occupazioni anfibie delle maggiori città costiere nemiche. causa occasionale attentato a sarajevo : uno studente nazionalista serbo assassino’ l’erede al trono austriaco e sua moglie . Costoro invece si resero subito conto che il Paese era all'oscuro della realtà della guerra, che i giornali e il potere militare si sforzavano di nascondere, e al loro ritorno non trovarono un Paese orgoglioso dei loro sacrifici, pronto ad accoglierli come eroi. Mentre Salvemini fu fin da subito interventista, a favore dell'Intesa e di un'Italia rivolta ai valori di progresso e di libertà contro gli Imperi centrali, Croce - originariamente triplicista, poi neutralista condizionato dall'impegno governativo - assunse un ruolo meno "rumoroso" rispetto ai movimenti interventisti di sinistra o di destra[30]. A corroborare tutto ciò venne l'ondata di manifestazioni interventiste che si sollevarono in tutto il paese non appena si ebbe notizia delle dimissioni del governo, la sera del 13 maggio[39]. La battaglia di Caporetto rappresentò una pesante disfatta per il Regio Esercito, che subì 12.000 morti, 30.000 feriti e 294.000 prigionieri, oltre ad altri 400.000 soldati sbandati verso l'interno del paese e vaste perdite di materiale bellico tra cui più di 3.000 cannoni[80]. L'esercito si adoperò anche ad aumentare il numero di fucili e del loro munizionamento, ma non si colse la necessità di commesse maggiori per il munizionamento dell'artiglieria; insufficienti si rivelarono anche il numero di mitragliatrici e bombe a mano, mentre il numero di pezzi e munizioni per l'artiglieria media e pesante restarono per parecchio tempo, anche dopo l'entrata in guerra, molto scarsi[50]. Nasceva così la frattura, che col tempo divenne insanabile, tra il fante e gli uomini che restavano a casa, i cosiddetti "imboscati", i quali furono il bersaglio preferito delle lamentele e delle invettive dei soldati[113]. 30-gen-2015 - Esplora la bacheca "Prima guerra mondiale" di Arianna su Pinterest. La relazione del generale Pollio, trasmessa al generale Spingardi, allora ministro della Guerra, aveva richiesto un finanziamento dell'esercito di 400 milioni[43]. Se gli assalti alle trincee potevano avere successo, il prezzo da pagare in vite umane era tale che l'attaccante si ritrovava spossato in breve tempo, consentendo al difensore di far affluire rinforzi e tappare così la falla nelle sue linee[91]. La Grande Guerra accrebbe lo stato di isolamento della Somalia italiana, sostanzialmente lasciata a sé stessa; il presidio italiano dovette subire alcune scorrerie e azioni minori da parte dei ribelli somali dello Stato dei dervisci, impegnati in una decennale guerriglia contro i britannici del Somaliland, ma riuscirono a mantenere un certo controllo del territorio[90]. Un'importante innovazione tattica fu la costituzione, a partire dal luglio 1917, dei primi "Reparti d'assalto", i cui membri furono collettivamente noti come "Arditi": eredi dei reparti di esploratori reggimentali esistenti già dal 1914, gli Arditi erano truppe d'assalto specificamente addestrate per la conquista delle trincee e dei capisaldi nemici e per la conduzione delle missioni più rischiose, operando in piccoli reparti autonomi aggregati ai vari corpi d'armata; per ripagare le pesanti perdite a cui questi reparti andavano incontro, gli Arditi ricevettero alcuni privilegi rispetto alle comuni unità di fanteria come rancio e vitto migliore, una disciplina meno severa e l'esenzione dai turni di guardia in trincea[69]. Questo pericolo scatenò la reazione degli interventisti, e in tutto il paese, col concorso dei maggiori organi di stampa e degli intellettuali, primo fra tutti D'Annunzio, da più parti si levarono grida di tradimento. L'industria britannica per esempio produsse per il proprio esercito (ma anche per gli eserciti alleati) 21.000 cannoni, 240.000 mitragliatrici, 4 milioni di fucili e 195 milioni di granate d'artiglieria, mentre l'Italia riuscì a produrre oltre 16.000 cannoni, 37.000 mitragliatrici, 3,2 milioni di fucili e 70 milioni di granate d'artiglieria[159]. Per sopravvivere a tali condizioni erano essenziali gli aiuti delle famiglie, i «pacchi» tanto attesi dai detenuti, che tuttavia spesso non giungevano o arrivavano manomessi o depredati[127]. 8 talking about this. 1-feb-2019 - Esplora la bacheca "prima guerra mondiale" di Domenico seiquattro su Pinterest. 2. A innescare la crisi fu la venuta di Giolitti a Roma il 9 maggio, che imbaldanzì i deputati di orientamento neutralista, che erano la maggioranza, e scompaginò i piani di Salandra e del re e gettò sconcerto nelle file degli interventisti[38]. Dall'attentato di Sarajevo alla mobilitazione generale dell'Austria-Ungheria. La «triplice intesa» tra Regno unito, Francia e Impero russo. 4 dell'armistizio con la necessità «di assicurare all'Esercito italiano due solide teste di ponte sull'Inn per ogni eventuale cambiamento di situazione». Don Minozzi intuì che l'organizzazione del consenso richiedeva strumenti meno rozzi delle conferenze imposte dall'alto, ma doveva basarsi sulla creazione di ambienti accoglienti e rassicuranti per i soldati[109]. In sostanza, durante la neutralità, tra le alte sfere decisionali in Italia, tutti ragionavano ancora con il metro del tempo di pace, soltanto la condizione di guerra riuscirà a produrre le grandi accelerazioni che la mobilitazione di guerra richiese in tutti i campi[52]. Più a ovest, tra il 10 e il 29 giugno 1917, le forze italiane attaccarono la vetta del monte Ortigara, subendo pesanti perdite con solo esigui guadagni territoriali[79]. Prima del 1917 le iniziative propagandistiche, ricreative e assistenziali nei confronti dei soldati erano state scarse e mal gestite. Le condizioni della popolazione a partire dalla seconda metà del 1916, cominciò quasi contemporaneamente in tutte le nazioni coinvolte nel conflitto, a peggiorare sensibilmente. La piazza interventista , dove s'incontrano sovversivi di sinistra e di destra, uniti dallo scopo immediato, si arroga la funzione di stimolo decisivo nei confronti delle più alte istituzioni statali e governative e si propone quasi come un governo di riserva a rappresentanza popolare. A chiudere il cerchio intervenne l'iniziativa della monarchia, la quale, anziché prendere atto dell'orientamento della maggioranza parlamentare e incaricare Giolitti di formare un nuovo governo, diede nuovamente l'incarico a Salandra. Non lasciarono traccia nella stampa militare (che difese il ruolo e le carriere degli ufficiali), nei dibattiti del dopoguerra, nelle memorie dei comandanti, nella documentazione pubblicata dall'Ufficio storico dell'esercito e negli studi successivi. Il 1º settembre Cadorna diramò le direttive fondamentali sull'impiego iniziale delle forze in caso di guerra, tenuto conto del potenziamento al parco delle artiglierie che era stato avviato. Nel 90º Anniversario della scomparsa del conte Elti di Rodeano–Biaggini, ufficiale che si distinse per il coraggio dimostrato durante l’attentato alla corazzata “Da Vinci”. Guerra totale: coinvolse tutti, soldati e non. In quest'ottica il parlamento appariva svuotato ed esautorato da ogni funzione rappresentativa, dal momento che si muoveva in controtendenza rispetto a quella che veniva - arbitrariamente - considerata la volontà nazionale. Già verso la fine del 1915 Giovanni Papini scriveva su il Resto del Carlino che la gente si limitava a guardare i titoli ed i comunicati ufficiali e che presto, forse, non avrebbe letto nemmeno più quelli. La prima guerra mondiale 1. Le autorità italiane (in primo luogo Orlando) proibirono ed ostacolarono in ogni modo la pratica di aiuti organizzati, e solo sul finire del conflitto tentarono un esperimento in questo senso. Da questo punto di vista solo gli operai austro-ungarici vennero trattati come gli italiani, negli altri paesi la disciplina di fabbrica venne mantenuta senza militarizzare le industrie. Questo atteggiamento era appoggiato e incoraggiato dalle autorità politiche e militari italiane, a conferma della scarsa fiducia che esse avevano nelle truppe[130]. Nel contempo la k.u.k. Questi dati però non bastano per misurare la frequenza delle infrazioni, perché molte non erano perseguite e molte erano denunce infondate, come dimostra il 40% medio di assoluzioni[122]. Il contingente italiano fu impegnato nell'offensiva di primavera tedesca del marzo-agosto 1918, subendo dure perdite nel corso della seconda battaglia della Marna, per poi prendere parte alla grande controffensiva degli Alleati (l'offensiva dei cento giorni) per poi concludere le operazioni come truppe di occupazione nella Saar[88]. Se le vette del Carso raramente superavano i 700 metri di altezza, oltre Plezzo sull'alto Isonzo e fino al confine con la Svizzera più a ovest l'altitudine media si attestava sopra i 2.000 metri di quota, con punte superiori ai 3.500[98]: in questo scenario le postazioni dovevano essere rifornite attraverso impervi sentieri di montagna se non tramite teleferiche, con temperature inferiori ai -40° in inverno e valanghe che causavano spesso più vittime del nemico; conseguentemente, a parte poche azioni di massa i combattimenti vedevano di solito impiegati piccoli contingenti di truppe, intenti a conquistare una cima o un picco dominante[99]. I segretari in entrambe le strutture godevano di larga autonomia nella scelta dei collaboratori, che venivano reclutati su base volontaristica e senza preclusioni di classe. 26 APRILE 1915: il ministro degli Esteri Sonnino sottoscrive il Ma la deformazione della verità dipendeva soprattutto dai suggerimenti delle autorità preposte al controllo degli organi di stampa, e desiderose di presentare al pubblico un quadro ottimistico della situazione, e in gran parte del pubblico, ansioso di leggere sui giornali le notizie buone e non quelle cattive[172]. Il discorso patriottico e ideologico non fu del tutto estraneo alle Case, ma veniva soprattutto proposto più che imposto, ma la svolta da questo punto di vista si ebbe dopo la rotta di Caporetto, quando tra gli ufficiali si avvertì la necessità di una «disciplina di persuasione». Anzi intervenne per frenare questi aiuti, facendo per esempio divieto alla Croce Rossa di promuovere raccolte fondi per l'assistenza ai prigionieri; doveva essere chiaro che le loro miserevoli condizioni non meritava alcuna solidarietà[131]. Il Parlamento li approva e il 24 Maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria. L'uso di toni scurrili e di una propensione all'aggressione fisica e verbale degli avversari, esasperata dagli appelli alla violenza degli interventisti che invocarono addirittura all'omicidio come arma politica, fece precipitare il clima politico in una sorta di guerra civile. A differenza della crocerossina che si prende cura del ferito con la cura medica e le parole di conforto, la madrina basa la sua attività di assistenza con la parola scritta. Non è possibile misurare e analizzare dettagliatamente le ragioni, ma è allo stesso tempo palese che una guerra non può essere condotta senza il consenso dei combattenti. A questo si unirono poi i richiami agli uomini mandati in licenza dello Stato Maggiore, che oltre ad imporre ai soldati di non rivelare nulla di quanto accadeva al fronte, proibì, per mezzo dei carabinieri, l'ingresso nei caffè e le passeggiate con la ragazza al braccio ai soldati. Ciò comportò un'alleanza tra Francia e Russia nel 1893 alla quale si aggiunse dodici anni dopo la Gran Bretagna[4]. Il 20 maggio il parlamento riunito ratificò la decisione dell'intervento e il 24 maggio l'Italia entrò ufficialmente in guerra, in un vortice di situazioni che offrono molti argomenti per dare peso alla tesi del "colpo di stato", inteso come violazione delle regole costituzionale o almeno, della volontà parlamentare da parte della monarchia. Fu un interventismo composito e quindi equivoco. Questo fu anche il ragionamento con cui Cadorna, così come Sonnino, attuarono volontariamente una politica di mancato sostegno ai militari caduti prigionieri nelle mani del nemico, considerati colpevoli di essersi arresi, e per questo lasciati soli e non tutelati dal governo italiano nel tentativo di persuadere eventuali imitatori[116]. Appena quattro mesi prima il generale Pollio aveva presentato una relazione in cui scriveva: «[...] se l'esercito italiano dovesse essere portato all'altezza degli eserciti delle altre grandi potenze europee, pur tenendo conto esatto della differenza numerica esistente fra le rispettive popolazioni, occorrerebbe all'Italia compiere uno sforzo grandioso». Nel 1917 i due reggimenti furono ridenominati in 99º e 100º Fanteria. Furono in particolare le autorità tedesche ad imporre rigide forme di regolamentazione della vita quotidiana nei campi di prigionia, con misure che tendevano a trasformare gli uomini in numeri, facendo loro conoscere - per la prima volta su larga scala - la spoliazione totale dell'identità personale[124]. Contro la guerra si schierarono invece i ceti borghesi, col loro leader Giovanni Giolitti, il mondo cattolico fedele alle tendenze politiche del Vaticano, e i socialisti. Cadorna sfruttò la situazione favorevole per sferrare una nuova spallata a est ai primi di agosto: nel corso della sesta battaglia dell'Isonzo le forze italiane riuscirono a spezzare la linea austro-ungarica, prendendo il Sabotino e il Podgora e infine conquistando Gorizia l'8 agosto. La Regia Marina poteva contare su una lunga consuetudine di rapporti con l'industria privata per la costruzione di navi, corazzate e artiglierie, mentre l'esercito prebellico, che aveva esigenze minori, ricorse all'industria in modo considerevole solo con lo scoppio del conflitto. PRIMA GUERRA MONDIALE created by Matthias Pizzo on Dec. 19, 2020 La situazione non fu certo idilliaca, ma neppure tetra e disperata come quella tracciata dalla commissione d'inchiesta (interessata tra l'altro a calcare la mano in funzione delle richieste di risarcimento), e in linea di massima l'occupazione fu molto simile a quella che si verificò nei vari paesi europei, e conobbe il dilagare delle violenze verso la fase finale del conflitto, accentuate dalla condizione di sofferenza e degradazione provocata dalla guerra e dalle molte privazioni che gli eserciti degli imperi centrali dovettero affrontare[183]. Come furono milioni gli uomini mobilitati, furono milioni anche i prigionieri deportati nei territori europei e sottoposti alla reclusione per mesi e anni. Crebbe infatti durante la guerra la contrapposizione tra esercito e Paese, dove soldati e ufficiali pensavano che alle loro spalle fosse rimasta una nazione sostanzialmente estranea alla guerra, e capace anzi, di approfittarne. La performance di D'Annunzio fu all'altezza della sua fama; il discorso fu teso a circondare l'evento di un alone di sacralità, e il timbro principale fu dunque quello religioso, e religiosi - anzi biblici - furono molti dei rimandi simbolici e delle movenze ritmiche dell'orazione. La prima guerra mondiale segna l'inizio delle guerre del Novecento. A queste pressioni risposero manifestazioni neutraliste, specialmente in Toscana ed Emilia Romagna, dove si arrivò addirittura a scontri violenti, e a Torino, dove le manifestazioni neutraliste furono imponenti e portarono ad uno sciopero generale contro la guerra. La costruzione di sommergibili, dopo l'esperienza della Prima Guerra Mondiale, riprese nel 1925 con i progettisti indirizzati su due tipo di battelli: costieri ed oceanici ovvero rispettivamente inferiori o superiori alle mille tonnellate di dislocamento. Da questa considerazione egli elencava le molte carenze tecniche che affliggevano le forze armate, ma già dal 1913 il generale si lamentò dell'addestramento delle truppe e della preparazione alla guerra, ritenuto insufficiente e lacunoso di buoni sottufficiali. Venne intensificata l'estrazione nazionale di lignite a basso potere calorifico, disboscando intere montagne; venne ridotta l'erogazione di gas nelle città; venivano soppressi moltissimi treni, mentre 25.000 vagoni ferroviari vennero richiesti per trasportare dalla Francia il carbone che non poteva arrivare via mare; per il trasporto di grano da Genova ai mulini nei dintorni della città, venivano usati i tram della rete urbana durante le ore notturne[141]. Ad aggravare la situazione si aggiunsero poi le difficoltà alimentari in Germania e Austria dovute al blocco navale imposto dagli alleati, che colpirono la popolazione, e in maniera altrettanto pesante si riverberò sui prigionieri di guerra, che dovettero affrontare inoltre anche il freddo e le malattie, in particolare la tubercolosi e l'inedia[125]. Soltanto una minima parte dei soldati italiani faceva la guerra con chiarezza di idee e convinzione, i più combattevano senza comprenderne le ragioni o senza condividerle, e ciò era dovuto in parte ad un livello di acculturazione molto basso, e in parte alla gestione della guerra imposta da Cadorna. Fu migliorata l'organizzazione dell'artiglieria e velocizzata l'introduzione di nuovi materiali; venne aumentata la produzione di cannoni campali da 75 mm e dei nuovi obici da 149 mm, e le batterie di artiglieria leggera passarono da 6 a 4 pezzi per guadagnare in mobilità, utile nella guerra di movimento ma, come si paleserà, non alla guerra di trincea[49]. Tra la fine del 1914 ed il 1915 si ebbe in Italia un'imponente campagna di stampa a favore dell'entrata in guerra: l'ala interventista degli ambienti economici - industriali e finanziari legati all'industria pesante e alla produzione bellica, come l'Ansaldo, la Fiat e la Banca Italiana di Sconto - finanziarono i principali organi di stampa per premere sul governo a favore dell'entrata in guerra a fianco dell'Intesa. Il primo carro armato di produzione italiana, il Fiat 2000, fu presentato alle autorità militari nel giugno 1917: mezzo mastodontico dal peso di quasi 40 tonnellate, fu prodotto in soli due esemplari utilizzati durante la guerra solo per compiti addestrativi. Anni di guerra: 1915, 1916, 1917, 1918.Inserita "La leggenda del Piave" (miriamtonioli)(3° video di 4)Scuola Secondaria di I - II Grado. Anche con gli uomini disposti "a ondate" e non in massa, gli attaccanti risultavano comunque molto vulnerabili; la coordinazione tra fanteria all'attacco e artiglieria non era mai ottimale, una situazione dovuta anche ai primitivi mezzi di comunicazione disponibili: radio e telefoni da campo erano apparecchi ingombranti, e sul campo gli uomini dovevano affidarsi a staffette, piccioni viaggiatori, fumogeni colorati o segnali luminosi. Nel 1919 fu condotta un'inchiesta ufficiale sul comportamento dell'esercito occupante basata sulla raccolta di rapporti, testimonianze di parroci, amministratori, persone autorevoli che l'avevano vissuta. Oltre a incrementare enormemente la produzione di artiglieria e mitragliatrici, l'industria italiana iniziò a fornire alle truppe anche nuove armi: le prime bombe a mano furono distribuite alla fine del 1915, e gli esemplari più diffusi furono la SIPE e due modelli importati dalla Francia, la Excelsior-Thévenot P2 e il Petardo Thévenot[62]; all'inizio del 1916 furono invece consegnati i primi esemplari di una bombarda capace di sparare grossi proiettili in calibro 400 mm dotati di alette, un'ottima arma per demolire i reticolati di filo spinato rimanendo al riparo delle proprie trincee[63]. Cadorna si preoccupò di portare l'esercito al massimo dell'efficienza contemplata dai piani prebellici; le unità di cui era prevista la costituzione al momento della mobilitazione (10 divisioni) vennero impiantate in anticipo affinché garantissero la stessa formazione ed efficienza di quelle permanenti. Dal punto di vista offensivo, l'Italia iniziò la produzione di cloropicrina nell'autunno del 1916 presso i laboratori dell'istituto di farmaceutica dell'Università di Napoli, mentre nel 1918 lo stabilimento della Rumianca di Genova produceva fosgene al ritmo di sei tonnellate al giorno; entro la fine della guerra l'Italia produsse un totale di circa 13.000 tonnellate di aggressivi chimici[74]. prima guerra mondiale 1914-1918 (germani (guerra alla russia (piano…: prima guerra mondiale 1914-1918 D'Annunzio aveva inaugurato la nuova figura di intellettuale abituato a comparire sugli scenari della vita pubblica, a dettare aspetti della moda, a influire i comportamenti collettivi e ad usare i mezzi di comunicazione di massa[35]. Fu quindi istituito un apposito Ufficio Propaganda (Ufficio P) col compito di impostare basi nuove e di coordinare le iniziative in questo senso. La prima guerra mondiale fu il conflitto cominciato il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dellAustria alla Serbia a seguito dellassassinio dellarciduca Francesco Ferdinando, erede altrono dAustria, compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914.