Composizione di Valentino Vago, 1964 Mario Tozzi Madonna con Bambino, intorno al 1925 Giorgio de Chirico Peruginesca, 1921 ”. Appassionato di musica e in particolare per il Violino. Lucio Fontana era un caro amico di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano. La Casa Museo Boschi Di Stefano al numero 15, Via Giorgio Jan, Milano, è stata aperta al pubblico dal febbraio 2003. Il Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi di Stefano, Villa Necchi Campiglio e il Museo Poldi Pezzoli dal 2 ottobre 2008 sono riuniti nel circuito delle case museo milanesi. Composizione di Giulio Turcato, 1958 Non solo, ma aveva stretto un accordo con Morandi di cui Kissinger sarebbe stato orgoglioso! Sala da pranzo Lo studio di Marieda Di Stefan Il circuito nasce con lo scopo di far conoscere e promuovere il patrimonio culturale e artistico milanese, nel corso di quasi due secoli di storia, attraverso alcuni dei suoi protagonisti: i nobili Poldi Pezzoli, i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, i coniugi Boschi – Di Stefano e gli industriali Necchi – Campiglio. Umberto Lilloni L’albero, 1930-1931 “Ovviamente, Marieda posò tremila lire. Mario Sironi Pescatori, 1931 circa Alfredo Chighine Figura nera e disegno giallo, 1954 Piero Giunni Crocifisso, 1947 Dal 16 maggio 2009 la Casa-museo può essere visitata completamente gratuitamente dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 grazie alla presenza dei Volontari per il patrimonio culturale lombardo del Touring Club italiano che, con la loro presenza, consentono apertura di questo e di altri siti di Milano. Mario Sironi Paesaggio urbano, 1929-1930 Gino Severini Paysage à Civray, 1917 Casa-Museo Boschi Di Stefano Nido d’amore pulsante d'arte. Antonio Boschi e Marieda Di Stefano e” San Moisè “(ca. Un piccolo studio di Casa Boschi Di Stefano, che corrisponde all’attuale Sala Sironi. The flat is beautifully furnished and has been designed by the architect Piero Portaluppi in the 20's. A sinistra dello specchio un’opera in ceramica di Lucio Fontana: “Deposizione” (“Deposizione”, 1955-56). La piccola stanza era un tempo lo studio di Antonio Boschi. Mario Sironi L’adultera, 1940 circa Tralascio volutamente la parte che riguarda il percorso museale per concentrarmi sulla storia dei personaggi e sulle loro dimore. Sul mobile vicino alla “Vittoria” c’è una serie di piatti creati da Marieda, a forma di pesce, ora in mostra nella vetrina del corridoio Chiaristi. Storia della collezione Toti Scialoja Blüthner piccola n. 1, 1960 Fino ad oggi, i visitatori della Casa Museo Boschi Di Stefano possono ancora avere un’idea degli eventi che hanno portato alla nascita della collezione. Antonio Boschi (Novara 1896-Milano 1988). Maschera Enrico Prampolini Negro, intorno al 1927, Serie di composizione di Ralph Rumney, 1957, Camera 4, La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana comprendente pitture, sculture e disegni dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni sessanta, selezionate e distribuite secondo un criterio di successione cronologica e qualitativa curato da Maria Teresa Fiorio, ex Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano . Gianni Dova Corsair Fish, 1955 Aldo Bergolli Natura morta con teschio, 1946 Nell’arco sono appesi, tra gli altri, “Testa di vecchio” (1909) di Umberto Boccioni e “Peruginesca” (1921) di Giorgio de Chirico. Achille Funi Bagnante, intorno al 1928 Giovane ingegnere alla Pirelli dove svolgerà una brillante carriera con numerosi e importanti brevetti come il GiuBo (Giunto Boschi). Aldo Bergolli Natura morta con teschio, 1946 La compagnia gli offrirà un onore per la sua lunga collaborazione, durata dal 1926 al 1965 ed è costellata di importanti brevetti, come il GIUBO (Giunto Boschi): un giunto costituito da blocchi di gomma disposti a forma di poligono, utile per vibrazioni assorbenti. Piero Marussig Gli amici, intorno al 1918 In alto a sinistra vicino alle tende, “I comignoli” (“I camini”, 1941 circa) di Bruno Cassinari; in basso a sinistra “Trieste” (1933) di Achille Funi. Il 5 febbraio 2003 l’appartamento, abitato in vita dai coniugi Boschi – Di Stefano, viene aperto al pubblico dove , nel percorso delle 11 sale, si può ammirare una ricca e varia selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donate al Comune di Milano nel 1974 da Antonio Boschi. Angelo Del Bon Contadino al lavoro, intorno al 1929 Roberto Crippa Forme su rosso, 1957 È situata al secondo piano di un edificio di via Giorgio Jan al numero civico 15. Una visita guidata a casa Boschi Di Stefano per gli amanti del bello, dell’arte e… delle storie romantiche! La mostra, a cura di Maria Teresa Fiorio, è allestita per presentare cronologicamente le opere, rendendole più accessibili al pubblico. Tutte situate nel centro di Milano, le quattro Case-Museo sono la testimonianza delle storie personali dei proprietari-abitanti che nel corso degli anni hanno saputo creare ambienti e atmosfere di un passato fastoso composto da arredamenti unici e tipici . Mario Sironi Venere dei porti, 1919 Marius Ledda Ritratto di Marieda Boschi Di Stefano, 1934 Filippo De Pisis L’ufficio postale di Venezia, all’inizio degli anni ’30 The museum Boschi-Di Stefano has an outstanding collection of 20th-century Italian art, including paintings by Futurists … La vetrina e la porta che fungono da sfondo a destra sono state rimosse durante i lavori di conversione come spazio museale. Un gioiello dove meno te l’aspetti: questo piccolo ma incantevole museo d’arte italiana del ‘900 si trova, infatti, in un appartamento, accessibile tramite un ascensore d’altri tempi. Come ricordava Antonio Boschi nel 1974, la collezione derivava dalla sua associazione con Marieda Di Stefano. Appassionata di arte in tutte le sue forme,  frequenta regolarmente Musei  ed eventi culturali come possono essere le mostre temporanee, convegni  e avvenimenti specifici. Cesare Peverelli Polimaterico, 1951-1954 Tuttavia, la disposizione dei dipinti in una sorta di galleria di immagini, che copre le pareti fino al soffitto, è una fedele rappresentazione di come apparivano le stanze quando la famiglia Boschi viveva ancora lì, come dimostrato da una serie di fotografie scattate di Gabriele Basilico. Testimonianza unica di come un semplice appartamento sia diventato un “museo abitato”.Un gioiello frutto di un collezionismo intelligente e vivace di due sposi milanesi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano ,che seppero trasformare l’abitazione in un importante centro artistico del novecento. Marius Ledda Pesci, 1932 “Scrivimi tra tre mesi e ti farò una promessa.” La promessa è arrivata: “Tra sei mesi , Ti darò un dipinto. Giorgio Morandi Landscape, 1941 Filippo De Pisis Interno con bottiglia, 1940 Giubo è l’unione delle prime lettere del nome del prodotto e quelle del cognome dell’ingegnere che lo ha progettato e brevettato : Giunto e Boschi. Suo padre, scosso dalla prima mostra del movimento Novecento, aveva già avviato una sua collezione e noi ereditammo alcuni dipinti quando morì. La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del Novecento e comprende opere di Umberto Boccioni, Gerardo Dottori, Gino Severini, Felice Casorati, Piero Marussig, Arturo Tosi, Carlo Carrà, Scipione, Mario Mafai, Mario Sironi, Arturo Martini, Giacomo Manzù, Aligi Sassu, Renato Birolli, Renato Paresce, Alberto Savinio, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Lucio Fontana, Cesare Peverelli, Rodolfo Aricò, Bepi Romagnoni, Giulio Turcato, Gianni Dova, Alfredo Chighine, Enrico Baj, Piero Manzoni. In alto a sinistra “I facitori di trofei” (1926-28), in basso a destra “Nudo sulla spiaggia” (“Nudo sulla spiaggia”, 1931 circa), entrambi ancora nel salotto del Museo della Casa. Gianni Dova Ritratto dell’ingegnere Boschi, 1948 Marieda Boschi Di Stefano The path, 1961 Mario Sironi La cucitrice, 1928 Piero Marussig Parrot, intorno al 1915 Mario Sironi Figura femminile, 1929 circa La dimora storica Paula Modersohn Becker Ragazza in abito rosso, intorno al 1906 Piero Marussig Still life, 1934 Sergio Dangelo Paesaggio, 1957 Si trova al secondo piano di un edificio in via Giorgio Jan al numero 15. Enrico Baj Paesaggio atomizzato, 1957 Gasometro Mario Sironi, 1922 “La scuola dei gladiatori: il combattimento” (“La scuola dei gladiatori: il combattimento”, 1928) al centro. Negli stessi anni Antonio Boschi, alla vigilia della sua morte nel 1987, fece una seconda donazione a favore del comune di Milano, compresi gli acquisti effettuati dopo la morte della moglie Marieda. Francesco De Rocchi Interno con chitarra, 1937 Nel 2008 è inserita, a pieno titolo, nel circuito delle quattro Case-Museo di Milano, Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni, 12 Metro 1 (rossa) fermata Duomo Tram 1 piazza della Scala Museo Bagatti Valsecchi, Via S.Spirito/Via Gesù , Metro 3 (gialla) fermata Montenapoleone ,Tram 1 (nelle vicinanze)Casa museo Boschi di Stefano, Via G.Jan, 15 , Metro 1 (rossa) fermata Lima Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14, Metro 1 (rossa) fermata Palestro. La mia esperienza con le arti plastiche era limitata; mio padre mi aveva guidato verso la musica e studiando il violino, che era ed è tuttora una delle mie passioni. L’edificio fu costruito tra il 1929 e il 1931 sotto la supervisione dell’architetto Piero Portaluppi – ex designer di Villa Necchi Campiglio – dalla società Di Stefano e Radici: Francesco Di Stefano era il padre del destinatario dell’alloggio, Marieda Di Stefano ( 1901-1968). Giuseppe Ajmone Paesaggio, intorno al 1947 Rra abitata dai coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano: qui sono esposte circa trecento opere , che sono solo una selezione dell’ampia collezione della coppia, che ne conta più di duemila, e che raccontano l’arte … Dal 5 febbraio 2003 a Milano, in via Giorgio Jan al 15, è aperta al pubblico la Casa Museo Boschi Di Stefano, che espone – nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968) – una selezione di circa trecento opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974. Enrico Baj Personaggio in montagna, intorno al 1958 Mentre ci si sposta attraverso le stanze dell’appartamento al secondo piano nell’importante edificio progettato dall’architetto Piero Portaluppi negli anni ’20, il Museo della Casa rivela il profondo legame tra l’esperienza individuale del collezionismo e la storia della terra alla quale appartiene. Lucio Fontana Serie concettuale spaziale, 1951-1960 circa, Camera 10, Al centro del muro “Songavazzo” (1926) di Arturo Tosi; in alto a sinistra “Il bel cadavere” (“The Beautiful Corpse”, 1919-20) di Achille Funi, ora nel Museo del Novecento. La Casa-Museo Boschi Di Stefano è una dimora storica a Milano. Costant Permeke Marina, fine degli anni ’40 La Fondazione Boschi Di Stefano nasce nel 1998 a superamento di una vertenza giudiziaria insorta fra gli eredi Boschi e il Comune di Milano per assicurare l’adempimento, voluto nel testamento dell’Ingegnere Boschi, di ricollocare nella casa, dove aveva vissuto con la moglie, una selezione delle opere della collezione. Renato Paresce La casa dell’ondina, 1932 La Casa Museo Boschi Di Stefano al numero 15, Via Giorgio Jan, Milano, è stata aperta al pubblico dal febbraio 2003. Nate come abitazioni, sono ora dei veri e propri Musei che, grazie alla generosità dei fondatori, possiamo visitare e scoprire le grandi dimore del passato e il ricco patrimonio artistico che contengono. 7.2K likes. Carlo Carrà Capanni in Versilia, 1931 Statua e scala di Renato Paresce, 1929 Francesco De Rocchi Natura morta con pesce, 1937 Partecipano attivamente e con attenzione alla vita artistica della città , soprattutto da parte di Marieda, non mancano di sostenere economicamente l’operato di giovani promettenti. “La scuola dei gladiatori: il Combat”, 1928) di Giorgio de Chirico. Opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte”. Un luogo affascinante con un’atmosfera unica, dove ogni dettaglio contribuisce a ricreare lo stile di un’epoca, la Casa Museo Boschi Di Stefano offre al visitatore un’esperienza diversa da qualsiasi altro museo. Deposizione di Bruno Cassinari, 1941 La Casa Museo Boschi Di Stefano è un museo nel Comune di Milano che è stato aperto al pubblico dal 2003. Il corridoio di Casa Boschi Di Stefano preso dal basso verso l’ingresso. Camera da letto Studio di Antonio Boschi Antonio, nato a Novara nel 1896, si era trasferito a Milano alla fine della guerra per frequentare il Politecnico, dove si era laureato in ingegneria. In queste foto i pavimenti sono quasi completamente coperti da diversi strati di tappeti e tappeti, dipinti e sculture sono collocati quasi ovunque, nessuna traccia della successione cronologica che sarebbe stata seguita nella progettazione dell’attuale itinerario museale. E’ certamente questo il collante di una coppia innamorata con la comune passione per l’arte. In questi quattro anni di mandato 'valorizzare il territorio' per noi è stata una mission importantissima, in modo prioritario proprio sulla casa che l'architetto Portaluppi ha progettato in via Jan 15. Bruno Cassinari Tappeto sulla sedia, 1939 Felice Casorati La donnaccia, 1934 Piero Marussig Il giardino, 1914 ore 15 – Casa Chiaravalle, via Sant’Arialdo, 69 Connections Project ore 16 – Casa Museo Boschi Di Stefano, via G. Jan, 15 El Tren Trio ore 17 – Mulino di Chiaravalle, via S. Arialdo, 102 Sgriob ore 18 – Cinema Teatro Nuovo, viale dei Mille, 39 – Varese Redi Hasa & Rocco Nigro Achille Funi Ritratto di bambina, 1921 Casa-museo Boschi-Di Stefano. Cesare Peverelli La madre, 1947 10 reviews of Casa-Museo Boschi Di Stefano "Its bit hidden in the Via Jan 15 near Piazza Lima because it remained within the 1930s apartment of its former owners, Antonio Boschi and Marieda Di Stefano. Inoltre, i tempi difficili della mia giovinezza durante la prima guerra mondiale, seguiti da due anni di lavoro all’estero a Budapest, mi hanno impedito di concentrarmi sull’arte. Personaggi milanesi tutti amanti del collezionismo e del bello, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, lasciandoci una copiosa raccolta di un valore inestimabile, tra dipinti, opere d’arte, maioliche, oggetti preziosi e molto altro. Della collezione di circa duemila opere, donata al Comune di Milano nel 1974, sono stati selezionati 300 capolavori dalla Fondazione Boschi Di Stefano, che ha scelto anche gli arredi da inserire negli ambienti e curato il ri-allestimento di questo bellissimo esempio di casa-museo, una straordinaria testimonianza della … Molti critici e collezionisti hanno visitato quello studio e penso che tutti abbiano sentito il fascino del silenzio in quel piccolo cortile, che era il mondo di Morandi. E così doveva continuare. Alberto Savinio L’Annunciazione, 1932 Casa Museo Boschi – Di Stefano Un museo come abitazione Testimonianza unica di come un semplice appartamento sia diventato un “ museo abitato” .Un gioiello frutto di un collezionismo intelligente e vivace di due sposi milanesi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano ,che seppero trasformare … L’ingresso alla casa con la scultura di Marieda “Il Passo” (“Il passo”, 1966) proprio di fronte alla porta del corridoio. Achille Funi Cesto di frutta, primi anni Venti del XX secolo Al suo interno conserva un ambiente arredato e conservato in maniera unica. Conosciuti durante una vacanza in Val Sesia, i due coniugi condividono la passione per l’arte. La mostra, a cura di Maria Teresa Fiorio, ha privilegiato una presentazione cronologica della collezione, più semplice e comprensibile per il pubblico dei visitatori. Durante la Prima Guerra Mondiale ricopre l’incarico di dirigibilista e, dopo la laurea, ha una esperienza di due anni nel ramo ferroviario di Budapest. Ibrahim Kodra Composition, intorno al 1945 Saranno quattro giorni di incontri, mostre, conversazioni, laboratori con la volontà di “contagiare” la città a partire dagli spazi della Fondazione in Via Lazzaretto 15 e in altri luoghi come la Chiesa di S. Carlo al Lazzaretto, che ospiterà l’opera vincitrice del premio Lydia! Antonio lavora in Pirelli fino all’età pensionabile. Piero Marussig Natura morta con pallone, primi anni ’30 del XX secolo. Piero Marussig Ritratto di sua moglie, 1904 Nei pressi dell’anticamera si trova quello che fu il bagno dell’abitazione, ora ospitante opere di Rumney. Vaso di fiori di Filippo De Pisis, intorno al 1925 Giuseppe Ajmone La grande palma, circa 1955 Sull’armadio in legno la scultura di Arturo Martini “La vittoria” (“La vittoria”, 1934) che è ora esposta nella stanza di Sironi. La collezione Boschi Di Stefano è stata donata al Comune di Milano nel 1973 e rappresenta una testimonianza dell’arte del Novecento (in particolare tra il 1910 e il 1960) con le sue opere del 1817. Remo Brindisi La coppia Boschi, 1951 Del Bello e di storie da raccontare. Mario Sironi L’eremo, 1930 circa Stanza degli ospiti IN VIAGGIO CON ANTONIO E MARIEDA. Giorgio Morandi Fiori, 1952 Giuseppe Ajmone Riviera, circa 1955 Nel 1984 nacque il CIMAC (Museo Civico di Arte Contemporanea) che, in attesa di una posizione definitiva, fu collocato al secondo piano del Palazzo Reale. Bepi Romagnoni Uomo che parla, 1958 Prima l’ipotesi di Piero Manzoni. Sergio Dangelo L’albero, 1957 Roberto Crippa Spirali, 1952-1953 Giubo, noto anche come disco flessibile, è un giunto di trasmissione in dotazione a motori e dispositivi meccanici ancora oggi prodotto e venduto in mezzo mondo. Angelo Del Bon Boats in Riva Trigoso, 1927 L’amore per l’arte condiviso con sua moglie spingerà Antonio Boschi, nel 1974, a donare le opere raccolte al Comune di Milano. Durante la prima guerra mondiale, presta servizio militare come ufficiale del Genio. Mario Sironi La nuvola sulla città, 1929-1930 In queste sale – un tempo abitate da gli sposi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968) – espongono circa trecento pezzi selezionati dell’intera collezione, donati al Comune di Milano nel 1974. Sulla sinistra vediamo anche il frammento di un’antica testa indiana intonacata, ora nella sala del Novecento. Aldo Bergolli Paesaggio nero su bianco, 1955 via Giorgio Jan, 15 . We visited the four house-museums of Milan, three of which have an entrance fee while Casa Museo Boschi di Stefano is free. Un percorso culturale tra le stanze dell’appartamento, rese uniche da più di 200 opere di grandi autori come De Chirico, Guttuso, Sironi e moltissimi altri, disposte con estrema cura e competenza all’interno dell’abitazione. Roberto Crippa Spirali, 1953 I motivi di conservazione e sicurezza, nonché i cambiamenti subiti dall’appartamento per diventare museo, hanno imposto una selezione delle opere, che quindi non riflettono il layout originale. Sulla parte superiore della parete di fondo vi sono tre dipinti di Renato Paresce, tra cui “La casa dell’ondina” (“La casa dell’onda”, 1932). Attraverso le stanze dell’appartamento al secondo piano del prestigioso edificio progettato dall’architetto Piero Portaluppi negli anni 1920, la Casa Museo rivela al visitatore il profondo legame tra l’esperienza individuale del collezionismo e la storia del territorio a cui appartiene . Carlo Carrà Natura morta con bottiglia e frutta, 1935 Valentino Vago Due forme, 1960 Gianni Dova Toro, 1947 La famiglia Boschi ha acquisito molte delle opere della sua collezione grazie ai rapporti diretti che hanno stretto con gli artisti. Renato Guttuso Il figliol prodigo, intorno al 1935 Tino Vaglieri interno-esterno, 1962 Dopo alcuni anni di lavoro a Budapest, è tornato in Italia per occuparsi della produzione e della lavorazione della gomma presso Pirelli. Si specializza nello studio della scultura nel settore della ceramica Una carriera artistica di successo che le permette di esporre in molte mostre non solo nazionali. Palazzo Ducale Filippo De Pisis, inizi degli anni ’30 Arturo Tosi Anemoni, 1922 Composizione di Mario Sironi, 1930 circa Sandro Martini Lamiera, 1959 Mercedes Garberi risale agli anni 1929-30 i primi acquisti sistematici di opere da parte dei coniugi Boschi che potevano contare sull’assistenza iniziale di suo suocero, Francesco Di Stefano, che nel 38 ereditò un nucleo sostanziale di opere. Hotele w pobliżu Casa Museo Boschi Di Stefano: (0.17 km) Casa Broggi - Two bedroom apartment next to shopping district (0.12 km) Best Western Hotel City (0.19 km) Hotel Teco (0.19 km) Best Western Plus Hotel Galles (0.18 km) Starhotels Ritz; Zobacz wszystkie hotele w pobliżu Casa Museo Boschi Di Stefano na stronie … Gerardo Dottori The tack, 1931 Anticamera Fiorenzo Tomea Frutta, 1932 Tra le case museo più belle di Milano non si può non nominare la Casa Museo Boschi Di Stefano, situata in Via Giorgio Jan, al secondo piano di uno stabile costruito sotto la supervisione dell’importante architetto Piero Portaluppi. Il forte senso civico e sociale spingerà Antonio Boschi a provvedere ad una prima donazione al Comune di Milano, che avrà luogo nel 1974 , alla quale ne farà seguito una seconda, attuata alla sua morte nel 1988, comprendente i suoi ultimi acquisti. Mario Blonde Marine element, 1962 Silent Life, circa 1931 Pio Semeghini Landscape, 1932, Camera 9, Appeso al muro il “Golgota” del 1956 di Lucio Fontana, ora esposto a Milano al Museo del Novecento. Una straordinaria collezione di arte italiana del Novecento, frutto della passione di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano. Sopra le porte un “Concetto spaziale” (“Concetto spaziale”, 1956) di Lucio Fontana. Achille Funi Nudo femminile, intorno al 1930 2019, la Casa Museo Boschi di Stefano, la Casa di Riposo Don … Alfredo Chighine Brown figura su arancione, 1954 Alberto Salietti La fabbrica di cemento, 1927 Piero Marussig Villa sul mare, fine anni venti del XX secolo La prima mostra della collezione Boschi di Stefano si trova a Palazzo Reale nel 1974, con una mostra curata dall’allora direttore delle collezioni d’arte civica, Mercedes Precerutti Garberi, il cui ruolo è stato determinante nel garantire una collezione così importante per la città di Milano . La sala da pranzo di Casa Boschi. Nel 2008 è stato creato il Circuito delle Case Museo di Milano, un sistema museale cittadino che accomuna quattro antiche dimore appartenenti a famiglie milanesi. Mario Mafai Manichino, 1939-1940 Un architetto urbanista, storico dell’architettura e accademico italiano . Giorgio Morandi Landscape, 1940 Composizione aerea di Elena Mezzadra, 1978 Achille Funi Trieste, intorno al 1933 Mario Sironi La fata della montagna, 1929 Centoquaranta delle opere esposte nel percorso del nascente museo provengono dalla Collezione Boschi Di Stefano. Il Sole 24 Ore- 15-12-2020. Atanasio Soldati La città, intorno al 1935 Nel 1962 fonda la scuola di ceramica che porta il suo nome e che il marito nel 1974 dona al Comune di Milano insieme all’appartamento e a tutte le opere d’arte. Composizione di Roberto Crippa, 1952 Il Museo della Casa Boschi di Stefano è stato inaugurato nel 2003. Alberto Savinio Algeria preistorica, circa 1933 Arturo Carmassi L’autostrada, 1956 Oltre a viaggiare con suo marito, Marieda ha continuato a coltivare il suo interesse per la ceramica. Felice Casorati Il mestolo, 1933 Arturo Tosi Songavazzo, 1925 Mario Sironi Donna con vanga, 1934 circa Gianni Dova Figura maschile con sigaretta, intorno al 1946 A destra dello specchio, tre piccoli dipinti di Filippo de Pisis: “Fiori” (“Fiori”, 1939 ca. Case della torbiera di Piero Marussig, prima metà degli anni ’30 Ama girovagare per Milano  con particolare interesse per gli aspetti della vecchia Milano non disdegnando però  la parte moderna che la annovera tra le più  dinamiche città europee. Piero Marussig Il lettore, 1935 Casa Museo Boschi Di Stefano, Milan Picture: IMG_20180204_173628_277_large.jpg - Check out Tripadvisor members' 51,202 candid photos and videos of Casa Museo Boschi Di Stefano

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